Encefalite virale e poi coma Kirin sembrava aver perso… … ma invece ce l’ha fatta!

Kirin aveva perso quasi tutte le sue funzionalità, la sua prognosi era pessima.

Kirin stava bene sin quasi ai quindici mesi, quando si ammalò improvvisamente e cominciò ad avere una crisi epilettica dopo l’altra. Fu portata di corsa all’ospedale, le fecero una spinale e una TAC diagnosticandole un’encefalite virale. Gli anticonvulsivi servirono a nulla e cadde in un coma lungo tre giorni. Al risveglio, aveva perso tutte le sue funzionalità, tranne vista e udito. La diagnosi era pessima.
Ricorda il papà: “il dottore mi mise in braccio la bambina, non si muoveva. Braccia e gambe erano abbandonate e il capo ciondoloni. Immobile. Il dottore disse che avevano fatto tutto il possibile. Ero sotto shock.”
Disperatamente alla ricerca del modo di aiutare la piccola, i genitori lessero tutti i libri degli Istituti che riuscirono a trovare e studiarono ogni possibile video, giungendo a studiare un trattamento per Kirin che iniziarono due settimane dopo la sua dimissione dall’ospedale. Allora poteva sentire e vedere ma era completamente immobile, senza alcuna funzionalità manuale.

Grazie ai tremendi sforzi dei genitori Kirin cominciò non solo a camminare, ma anche a parlare in brevi frasi.


Kirin ha fatto un programma fisico quotidiano a casa con mamma e papà.

Un mese dopo Kirin cominciò a strisciare e, dopo quasi altri cinque, a gattonare. Sei mesi ancora ed ecco i suoi genitori partecipare al corso “Cosa fare per il tuo bambino cerebroleso”  a Kobe, in Giappone. Al rientro a casa intensificarono i loro sforzi.


Un mese più tardi (meno di un anno dopo il ricovero) Kirin cominciò a camminare. Entrambi i genitori parteciparono alla Serie di Conferenze a Tokyo. Altri tre mesi e Kirin arrivò a Philadelphia per il suo primo appuntamento. Gli sforzi incredibili di tutti loro l’avevano messa in grado non solo di camminare, ma anche di parlare in brevi frasi. Era in grado di afferrare gli oggetti e non aveva più avuto attacchi epilettici.

Sei mesi più tardi il livello di comprensione di Kirin era pari a quello dei suoi coetanei: poco più tardi le furono sospesi gli anticonvulsivi.

Lo staff degli Istituti preparò per lei un trattamento domiciliare comprendente nutrizione, arricchimento dell’ossigeno, opportunità e stimoli fisici e intellettuali. Cominciarono anche un attento programma di eliminazione di tutte le medicine anticonvulsive. Sei mesi più tardi il livello di comprensione di Kirin era pari a quello dei suoi coetanei: poco più tardi le furono sospesi gli anticonvulsivi. Il suo programma fu ampliato e reso più sofisticato per aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi: essere in grado di correre, avere una molto migliore coordinazione manuale, diventare accademicamente pari o superiore ai suoi coetanei.
Dopo tre anni di trattamento domiciliare, Kirin fu nuovamente valutata dallo staff degli Istituti. Adesso aveva sei anni e poteva leggere libri meglio dei suoi coetanei. Ogni giorno scriveva una pagina di diario di almeno 100 battute e aveva cominciato a scrivere poesie. Correva più di tre chilometri senza fermarsi, faceva brachiazioni alla scala orizzontale 50 volte al giorno e aveva cominciato a fare ginnastica. Aveva più resistenza dei coetanei e aveva una salute di ferro. Sia la sua comprensione che il suo linguaggio erano superiori ai coetanei.

“Kirin era pronta alla sfida di affrontare la scuola normale insieme a studenti della sua età.”

Sia i suoi genitori sia lo staff concordarono fosse il momento per Karin di affrontare una scuola normale insieme a suoi pari età. Durante tutto l’anno scolastico fu valutata positivamente in ogni materia, leggendo e scrivendo meglio dei suoi coetanei. Scriveva in kanji mentre loro lo facevano in hirigana. Per due volte vinse un premio di scrittura. Cominciò anche a suonare l’organo elettrico.
Fisicamente andava sempre meglio. Le piaceva saltare la corda e imparò a nuotare oltre che a fare esercizi ginnici. Aveva molti amici tra i suoi compagni e si trovava bene sia con i più grandi sia con i più piccoli. Aiutava a prendersi cura dei bambini dell’asilo. I suoi insegnanti notarono che aveva molta autodisciplina, un’attitudine assai positiva e faceva sempre del suo meglio in ogni attività.


Kirin e i genitori durante la cerimonia del diploma insieme al suo advocate nello staff, Miki Nakayachi e al Direttore, Janet Doman

La primavera successive Kirin fu promossa in seconda insieme ai coetanei. Aveva continuato a riuscire benissimo in ogni materia, meglio dei suoi compagni in alcune. Gli Istituti hanno riconosciuto i suoi incredibili successi diplomandola all’uscita dal Programma di Trattamento Intensivo.

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